Salomon Adler

Descrizione

Salomon Adler (attribuito a), Ritratto di cuoco, olio su tela, 128×92,5 cm

Di Salomon Adler non conosciamo né le date di nascita e di morte né il luogo d’origine; ed è incerta la stessa determinazione del cognome. Egli viene ricordato per la prima volta nelle Vite del Tassi (Bergamo 1793) con il nome di “Monsieur Salomone dall’Herr di Andegavia”; nel libro Illustri Bergamaschi di Pasino Locatelli (1867) è definito prima “Salomone Herr pittore tedesco”, poi “Monsieur Salomone dall’Herr”. Il cognome di Adler gli è invece dato in base ad una scritta, vergata a tergo dell’autoritratto di Brera, sotto a una definizione più antica “Cavalier Salomon”. Il Caversazzi suppone ch’essa sia stata apposta ai primi del sec. XIX, nel tempo in cui si formava a Brera il Gabinetto dei ritratti di pittori. Ma il Bossi, che nel 1806 descrive le opere da lui ivi raccolte, cita il quadro come “autoritratto di Monsieur Salomon”, e mantiene la dicitura tradizionale. Della nuova, che certo esisteva prima del 1875, anno in cui la ricorda il Catalogo di Brera, non v’è modo di comprovare l’autenticità. La personalità storica del pittore resta dunque nell’ombra, e forse può aver qualche fondamento la tentata identificazione di questo artista con quel Salomone di Danzica che la Reale Galleria di Firenze ricorda operante in Milano sul finire del sec. XVII. Definita da documenti e da opere è la sua personalità artistica. I documenti provano l’operosità e la fama di Monsieur Salomon in Milano sullo scorcio del sec. XVII, e la relazione che in quel tempo o forse ne’ premi del ‘700 si stabilì fra l’artista straniero e Fra’ Galgario, relazione che è anche testimoniata da un ritratto di Monsieur Salomon, di mano del pittore bergamasco.

Le opere rimasteci rivelano l’aspirazione dell’Adler verso la pittura del Rembrandt, di cui egli ricerca gli effetti nei costumi e nei forti contrasti di luci; ma è spiritualmente lontano dal suo grande modello.