Piero Leidi

Descrizione

Piero Leidi (1892-1976), Paesaggio, olio su masonite, misure 74×59 cm.

Piero Leidi (Brescia 1892- Bedizzole 1976).

Allievo di Luigi Rossi a Lugano, si perfeziona all’Accademia di Firenze, frequentando anche la bresciana  scuola Moretto, dove nel 1913 è premiato per “magnifiche figure”.

La sua attività espositiva risale a poco oltre il rpimo decennio del secolo e le sue opere si rifanno alla valida pittura del tempo. Anche Francesco Filippini sembra influenzarlo, così come Pellizza da Volpedo, come attestano numerosi disegni a carbone: contadini, operai, teste di vecchi che ben riflettono il clima di rinnovamento in atto. Ma che testimoniano anche la robustezza di tratto di un pittore che soprattutto in questa produzione dovrebbe essere meglio ricoperto e conosciuto; come meglio conosciuto dovrebbe essere il ritrattista (si veda Il Fratelo Medico). Cieli luminosi, primi piani fortemente costruiti e coloristicamente pregnanti caratterizzano i paesaggi che Leidi eseguì fino al 1930 circa.

Poi, l’affermarsi sempre più di quel genere accurato,piacevole che maggiormente lo ha fatto conoscere.

nato da nobile famiglia, non ha tuttavia lungamente goduto i privilegi cui poteva aspirare. Un bisogno profondo di essere se stesso, quasi a sconfiggere la menomazione fisica che lo isola, senza voce e senza udire voce.

La assidua attività è comprovata dalle numerose opere rimaste, dalle sue presenze in notevoli esposizioni a Milano, Torino, Cremona, Verona, Parigi, Genova, Venezia e, in Brescia, in seno all’Arte in famiglia, al Gruppo degli Indipendenti.

Figura, ritratto, natura morta, paesaggio: una gamma di composizioni di un pittore ancora poco conosciuto nel suo vero valore, da rivalutare soprattutto per quel che di lui è meno apprezzato.

Tratto da Dizionario dei Pittori Bresciani di Riccardo Lonati, Giorgio Zanolli Editore