Coppia di nature morte

Descrizione

Coppia di nature morte romane attribuite a Paolo Castelli detto Spadino (Roma, 1659 – 1730 ca.), olio su tela, misure 49×57 cm.

L’esuberanza decorativa barocca, la puntuale descrizione dei frutti e l’ambientazione all’aperto sono indizi inequivocabili, altresì mutuati dagli esempi del Campidoglio e del fiammingo Abraham Brueghel, segnando l’evoluzione della natura morta capitolina del secondo seicento. Sulla sua formazione non si deve tralasciare l’apporto del tedesco Christian Berentz (documentato in Italia dal 1689) in modo particolare per l’attenzione alla regia luministica, che delinea con lucentezza le forme e impreziosisce le tonalità cromatiche. Peculiare al repertorio dell’autore è la capacità di descrivere le superfici seriche dei frutti con straordinaria abilità, ostentando tutta la loro morbidezza, seguendo sì la lezione imparata da Abrahani Brueghel, ma la sua pennellata è più ampia, e anche se priva di quella perfezione cara agli artisti nordici riflette una adesione istintiva e sensuale della bellezza naturale.